Abbiamo effettuato un’attenta valutazione dell’applicazione dell’ozono per sanificare gli ambienti, della sua efficacia e degli effetti sulle cose e sulla sicurezza delle persone. Questo quanto abbiamo appreso:

1 – L’efficacia sui virus, dichiarata dai produttori, è al massimo del 99%, valore troppo basso per essere considerato un sistema di sanificazione.

2 – Richiede concentrazioni in aria che i generatori reperibili sul mercato difficilmente possono raggiungere.

3 – Alle concentrazioni previste per l’utilizzo è tossico per l’uomo.

4 – Il recupero del credito di imposta del 50%, previsto dal bonus sanificazione, potrebbe essere contestato.

Per comprendere meglio il perché una riduzione delle particelle del 99% è troppo poco facciamo un esempio: supponiamo di avere un locale con all’interno 1.000.000 di particelle virali.

Dopo un trattamento con un ozonizzatore ne rimangono attive 10.000.

Dopo un trattamento chimico con un sanificante tradizionale ne rimane attiva 1.


Di seguito alcune pubblicazioni che confermano la nostra valutazione:

L’A.N.I.D. Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione ha elaborato un documento, considerato un riferimento a livello nazionale, ne riportiamo alcune sezioni. Per una consultazione completa vi invitiamo a visitare il sito dell’associazione.

Prodotti disinfettanti

Le indicazioni del Ministero della Salute emesse in data 22 febbraio 2020 (000544322/02/2020-DGPRE-DGPRE-P) relative alle misure per combattere SARS-CoV-2, riportano un chiaro riferimento alla necessità di procedere alla disinfezione quale mezzo per inattivare il virus. “…sono efficacemente inattivati da adeguate procedure di sanificazione che includano l’utilizzo dei comuni disinfettanti di uso ospedaliero, quali ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.”

Ossigeno attivo

Si prenderanno in considerazione il perossido d’idrogeno, l’ozono e l’acido peracetico. L’azione disinfettante è legata alle capacità ossidanti dell’ossigeno.

Perossido d’idrogeno

Possiede un’elevata attività germicida ed è considerato battericida, virucida, sporicida e fungicida a seconda delle concentrazioni d’utilizzo. La soluzione al 3% è quella più comunemente utilizzata ed è stabile nel tempo se conservata in contenitori opachi. È considerato poco tossico per l’ambiente in quanto velocemente degradato in ossigeno ed acqua. Il perossido d’idrogeno è considerato attivo nei confronti di SARS-CoV-2.

Acido peracetico

L’acido peracetico è prodotto solitamente in concentrazioni di 5-15%. Quando si dissolve in acqua, si scinde in perossido di idrogeno ed acido acetico, che reagendo daranno ossigeno e anidride carbonica. I prodotti di degradazione non sono tossici e possono dissolversi facilmente in acqua. Possiede un’eccellente e rapida attività nei confronti di tutti i microrganismi anche in presenza di materiale organico. Ne consegue un basso impatto ambientale. L’acido peracetico è un ossidante molto potente; il potenziale di ossidazione supera quello di cloro e diossido del cloro. È usato principalmente nell’industria alimentare, per la sterilizzazione di strumentario medico e nella disinfezione dei liquami. Possiede attività corrosiva sui metalli ed è instabile nel tempo, per questo il suo utilizzo per la disinfezione su grandi superfici è da valutare caso per caso. Anche se non vi sono dati a supporto, considerando l’azione ossidante, l’acido peracetico può essere considerato attivo nei confronti di SARS-CoV-2. 

Ozono

L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno che la rendono per questo un prodotto dalle spiccate capacità ossidanti. Il Comitato nazionale sicurezza alimentare, con parere del 27 ottobre 2010, esprime giudizio favorevole alla ozonizzazione delle camere di stagionatura e/o degli ambienti di stoccaggio, purché in assenza di alimenti. 

L’ozono è oggi in fase di valutazione secondo il regolamento Biocidi (Reg. UE n. 528/2012) come disinfettante per superfici ambientali (PT2 – PT4), per la disinfezione dell‘acqua potabile (PT5) e per i fluidi di raffreddamento degli impianti industriali (PT 11); successivamente all’eventuale approvazione della sostanza attiva, seguirà l’autorizzazione della generazione in-situ: di conseguenza attualmente non può essere classificato come disinfettante. Si può parlare di igienizzazione ma formalmente non di disinfezione. Proprio per queste ragioni deve essere ben valutato anche l’aspetto relativo al recupero del credito d’imposta previsto dal Bonus sanificazione (DL n°18 del 17 marzo 2020). Bisogna poi precisare che dal punto di vista operativo vi sono molte indicazioni a valenza più commerciale che tecnica. Le pubblicazioni scientifiche descrivono l’ozono particolarmente attivo nei confronti dei virus, impiegando però concentrazioni più elevate di quelle ottenibili attraverso gli strumenti da banco, che in molti casi vengono proposti e che eventualmente possono essere impiegati per svolgere igienizzazioni in ambienti confinati in cui è già stata eseguita detersione e disinfezione. 

L’immissione di ozono, in ambienti chiusi, è un processo che richiede il monitoraggio strumentale della concentrazione ideale del gas nell’ambiente in funzione dell’umidità e del tempo d’azione. Al fine di ottenere livelli accettabili di igienizzazione, è necessario che le operazioni siano svolte da professionisti con adeguata preparazione tecnica.

Dal sito ALTROCONSUMO.IT

Ozonizzatori (generatori di ozono) dannosi per la salute, vanno evitati

Vale la pena di ripeterlo: l’ozono è dannoso per la salute, in particolare l’accumulo di ozono indoor.

Ecco perché l’industria dei depuratori d’aria si è unita quasi all’unanimità contro la vendita e l’uso dei cosiddetti generatori di ozono.

I generatori di ozono usano un processo chiamato “scarica a corona” per produrre molecole di ozono nell’aria. Quando una molecola di ozono si mescola con una particella o una molecola di gas, un atomo di ozono si aggrappa all’altra molecola e la trasforma, in un processo noto come ossidazione. L’ossidazione nell’atmosfera dopo un fulmine rende riconoscibile l’odore dell’aria dopo un temporale.

I generatori di ozono fanno poco per pulire l’aria e sono dannosi per la tua salute. Ecco un breve elenco di motivi per cui dobbiamo evitarli:

  • L’ozono può richiedere anni per eliminare completamente anche un piccolo volume di gas inquinante.
  • Le reazioni di ozono possono produrre nell’aria particelle ultrafini (UFP). Le UFP possono penetrare nei polmoni e nel flusso sanguigno, causando malattie cardiache e possono perfino arrestare lo sviluppo polmonare nei bambini.
  • I livelli di ozono indoor possono salire da cinque a dieci volte al di sopra dei limiti raccomandati, che vanno da 0,05 a 0,1 parti per milione (ppm), a causa della mancanza di ventilazione e in combinazione con l’ozono esterno che penetra all’interno. Per metterlo in prospettiva, coloro che sono sensibili all’ozono, come bambini, persone con asma e animali domestici, iniziano a sperimentare effetti sulla salute a soli 0,01 ppm, di conseguenza anche un generatore di ozono “sicuro” che emette una piccola quantità di ozono può rapidamente innescare disturbi potenzialmente letali come attacchi di asma.

Non comprare un generatore di ozono, non sono purificatori d’aria. Non solo non riescono a pulire l’aria, ma fanno anche del male a te e ai più vulnerabili della tua casa: i tuoi bambini e i tuoi animali domestici.


Dalla rivista DIMENSIONE PULITO

Trattamenti all’ozono contro il Coronavirus: attenzione alle fake news

di Marco Ferrari, Operatore Professionale Coordinatore della ASST della Provincia di Lodi.

Si legge ultimamente, soprattutto su Internet, di apparecchi che utilizzano l’ozono per sanificare gli ambienti dal Covid-19. Ma sono veramente in grado di farlo?

Di recente, ho notato con preoccupazione un bombardamento mediatico di notizie e siti internet che propongono soluzioni e proposte inerenti l’utilizzo dell’ozono per disinfettare ambienti e arredi, con lo scopo di prevenire ed eradicare la diffusione del Coronavirus responsabile della SARS-Cov-2. Alcuni arrivano persino a definire l’azione di questi apparecchi “sterilizzante”. Faccio presente che non mi riferisco, naturalmente, alle sperimentazioni che stanno partendo in questi giorni in alcuni centri ospedalieri, dopo l’avvenuta autorizzazione dell’Istituto Superiore di Sanità in merito all’impiego dell’Ozono terapia medica di supporto ai trattamenti farmacologici specifici contro la SARS-Cov-2… 


Da REPUBBLICA.IT del 8 maggio 2020

Ne spuntano sempre di nuove, sempre più assurde eppure, se il ministero della Salute deve smentirle, vuol dire che su qualcuno fanno presa. Sul sito istituzionale è stata pubblicata l’ottava parte del dossier “Covid-19 e fake news”, con nove bufale che hanno circolato su social e chat. La smentita più importante di questa puntata riguarda l’ozono, che viene proposto per la sanificazione perché sterilizzerebbe aria e ambienti. Il ministero classifica questo tipo di pulizia come una bufala: “Non ci sono evidenze che l’ozono svolga una funzione sterilizzante nei confronti del nuovo coronavirus e che conseguentemente metta al riparo dal contrarre l’infezione”.

Si tratta di una smentita che darà indicazioni più precise per chi deve sanificare luoghi pubblici e che riteneva che un ozonizzatore fosse la soluzione. Il ministero, al riguardo, spiega che come per il vapore e i raggi UV (che fanno parte delle bufale dii questa puntata) mancano studi specifici sul coronavirus, come è stato fatto invece per le disinfezioni specificate dal ministero. “Le azioni più efficaci per la pulizia della casa e degli ambienti in cui soggiorniamo sono quelle di pulire pavimenti e altre superfici prima con acqua e sapone o altri detergenti per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con una soluzione di cloro attivo allo 0,1% – si specifica infatti –  Per la pulizia dei servizi igienici e delle superfici toccate più frequentemente, tipo maniglie delle porte e delle finestre, cellulari, tastiere dei p.c., etc., la percentuale di cloro attivo sale allo 0,5%. Per la decontaminazione delle superfici che potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, dopo la pulizia con un detergente neutro, è possibile utilizzare un disinfettante a base di alcol. Sia durante che dopo le operazioni di pulizia delle superfici è necessario arieggiare gli ambienti”. Queste linee guida, al contrario di disinfezioni con ozono, vapore o raggi Uv, sono state stabilite nella Circolare del ministero della Salute n°0005443 del 22 febbraio 2020.

A oltre due mesi dalla diffusione del coronavirus, pare impossibile comunque impossibile che girino ancora rimedi strampalati o cause del contagio che non hanno alcun fondamento e, in qualche modo, basterebbe un po’ di buon senso per accorgersi che sono anche smentite dai fatti. Eppure…

Eppure c’è chi vuole ancora credere che alcuni alimenti proteggano dal coronavirus. Questa volta si parla del latte e del peperoncino, e il ministero chiarisce: “non ci sono attualmente evidenze scientifiche che il latte o il peperoncino abbiano una azione protettiva o curativa nei confronti dell’infezione”. E prima del latte si era dovuto smentire che mangiare aglio o agrumi facesse da barriera.

Siamo stati bombardati da messaggi sull’importanza di lavarsi le mani e su quanto acqua e sapone, strofinando per almeno 30 secondi, siano una delle principali accortezze per non passarsi il virus. Ma la seconda bufala da smentire è che le lampade a raggi ultravioletti (UV) servano per disinfettare le mani. I raggi UV oltre ad essere inutili, sono pericolosi: “le radiazioni UV possono causare irritazione alla pelle e danneggiare gli occhi. Lavarsi le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base alcolica (igienizzanti per mani) sono i modi più efficaci per rimuovere il virus”, ribadisce il ministero.

C’è ancora tanta paura che alcuni insetti possano trasmettere il virus. Era già stato smentito che le zanzare fossero un pericolo, adesso si parla di mosche e zecche: “Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che le mosche e le zecche possano diffondere il nuovo coronavirus – scrive il ministero -. Il virus si diffonde principalmente attraverso le goccioline che si generano quando una persona parla, tossisce o starnutisce (droplets). Ci si può infettare anche toccando superfici contaminate e poi toccandosi occhi, naso e bocca prima di lavarsi le mani. Per proteggersi dall’infezione si raccomanda di disinfettare le superfici toccate frequentemente, lavarsi spesso le mani e mantenere la distanza di almeno 1 metro dagli altri”. Per le zecche, che portano sì alcune parassitosi come la recziosi , il sito puntualizza: “non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla”.

C’è poi la nuova, immancabile bufala sulle cure. Anche qui, si era dovuto smentire che proteggesse bere bevande e acqua calda, adesso il rimedio fantasioso (e magari bastasse così poco) sarebbe acqua e bicarbonato. Sembra quasi che il ministero, sempre attento a ribadire alcuni principi chiave, in questo caso sia rimasto senza parole di fronte a una tale panzana, che confuta con un semplice: “Non ci sono evidenze che il bicarbonato disciolto in acqua abbia una azione curativa, né protettiva, nei confronti della malattia da nuovo coronavirus”. E stesso principio ribadisce subito dopo riguardo a “oli essenziali delle piante aromatiche come basilico, rosmarino, origano” che non svolgono alcun ruolo protettivo. 

Dal sito ALTROCONSUMO.IT

Sarà l’eccezionalità del momento o la pubblicità martellante, fatto sta che i trattamenti con l’ozono per “sanificare” gli ambienti o le proposte d’acquisto dei “compressori” per una ozonizzazione fai-da-te spuntano come funghi. E la domanda, come direbbe il nostro amico Antonio Lubrano, sorge spontanea: l’ozono è efficace per eliminare il Covid-19 specialmente negli ambienti chiusi?

Il ministero dell’Interno: “Non ci sono evidenze della sua efficacia”

Una prima significativa risposta arriva dalla direzione centrale di Sanità del ministero dell’Interno che in una nota del 7 aprile ribadisce “l’assenza di evidenze nella letteraturascientifica sull’efficacia dell’ozono quale presidio per la prevenzione della trasmissionedell’infezione da Sars-CoV-2. Di conseguenza i dispositivi di disinfezione mediante ozono, al momento non sono da ritenersi efficaci ai fini della sanificazione dei veicoli (evidentemente il riferimento è a quelli della Pubblica sicurezza, ndr) nella contingente emergenza Covid-19″.

Nella nota poi la Direzione ribadisce quali sono “i disinfettanti capaci di inattivare il virus, ovvero “l’etanolo (alcol etilico) al 70%, il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) al 0,5% e l’ipoclorito di sodio (candegginavarechina) allo 0,1%“.

Benedetti, Anid: “L’ozono non è autorizzato nell’uso civile”

Oltre che sull’efficacia, molti lettori ci hanno chiesto se i trattamenti con l’ozono sono anche rischiosi per la salute. Abbiamo girato questi dubbi a Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, che abbiamo sentito in precedenza su quali trattamenti di sanificazione si possono fare e quali sono le aziende autorizzate a farli: “L’ozono non è ancora autorizzato in cambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione. Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti. La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

I compressori in vendita anche a poche centinaia di euro sul web, sono macchine non professionali non in grado di emettere l’ozono in concetrazioni tali da eliminare batteri e virus ma a quel punto nocivo per l’uomo. “Alle concentrazioni in cui è usato l’ozono per usi industriali – prosegue il nostro interlocutore – è tossico per l’uomo e per questo va maneggiato con estrema cura e solo da personale qualificato”.  Rircordiamo che in ambito industriale l’ozono è usato per sanificare le acque, per contrastare la legionella e in ambito alimentare viene usato per combattere le muffe negli alimenti stagionati. “Aggiungo – conclude Benedetti – che l‘ozono non può essere usato in presenza di persone proprio per la sua pericolorità”.

Radivo: “Per gli spazi chiusi acqua ossigenata è idonea”

Davide Radivo, esperto di sanificazione, ci spiega: “Abbiamo scelto di utilizzare il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, ndr) per i nostri interventi di sanificazione perché ci consente di intervenire e ripristinare in modo rapidosicuro e funzionale l’adeguata sicurezza sanitaria degli spazi chiusi“. E aggiunge: “Per quanto riguarda l’impiego dell’ozono, invece, tutti sanno che si tratta di un gas. Pertanto, per sua intrinseca natura, si può correre il rischio di perderne il controllo e va, inoltre, sempre gestito con estrema cautela e accortezza esclusivamente da esperti e tecnici del settore“.